RICHARD GINORI

La cittadella sul Naviglio
Una passeggiata on line nella storia e vicende della fabbrica di ceramica di San Cristoforo

mercoledì 21 aprile ore 17.30

 

Partendo dal ponte ferroviario sul Naviglio Grande si ripercorre la storia dello stabilimento,dall’iniziale manifattura di porcellana della famiglia Tinelli, attraverso l’illuminata conduzione della famiglia Richard che ne fece il polo industriale universalmente conosciuto fino al degrado degli anni ’70 e alla successiva riconversione attuale, che oggi prevede una grande parte destinata a campus del gruppo multinazionale della pubblicità WPP.Vi sarà un particolare approfondimento sulla determinante collaborazione di Gio Ponti, che ne fu direttore artistico negli anni Venti.

 

All’incontro coordinato da JAYME FADDA dell’Associazione MuseoLab6 partecipano:

OLIVA RUCELLAI – Storica dell’Arte
RAFFAELLA AUSENDA – Storica dell’Arte
PIETRO FERRARI – Esperto e studioso di Storia dei Trasporti milanesi

Presentazione introduttiva:
Edoardo Croci – Presidente Italia Nostra Milano Umberto Vascelli Vallara – Vicepresidente

Le conferenze si svolgeranno sulla piattaforma Zoom La partecipazione è gratuita per i soci in regola con l’iscrizione 2021. Per i non soci € 12,00 ogni singolo incontro. Per iscriverti a questo webinar e ricevere il link di zoom scrivi a milano@italianostra.org

Allegati

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Milano città d’acque e di…ponti

mercoledì 14 aprile ore 17.30

Guido Rosti Cesàri

Geologo, già Direttore Centrale Ambiente Provincia di Milano e Direttore Settore Ambiente Comune di Milano.
Ha partecipato all’organizzazione dei Referendum ambientali del 2011 in particolare per quantoriguarda quello sui Navigli, ha collaborato alla stesura del Progetto di Fattibilità Navigli col Politecnico di Milano (progetto Boatti) ed è membro del Comitato Scientifico del Comune di Milano per la riapertura dei Navigli. E’ vicepresidente dell’Associazione Amici dei Navigli, scrive libri tecnici e romanzi storici su Milano ed ha creato e gestisce il sito milanocittadacque.it che da oltre un decennio rappresenta un riferimento importante e ricchissimo di documentazione (testi, foto, quadri, dati tecnici, etc.) per la materia Navigli. Col suo ultimo lavoro pubblicato in proprio “ I ponti della Cerchia al tempo della fossa interna” ha voluto ripercorrere con testi, cartografia, articoli e materiale iconografico l’immagine di una Milano scomparsa ma piena di fascino e colore dove i 24 ponti della cerchia costituivano importanti punti salienti di incontro e di riferimento urbanistico, prima della loro definitiva cancellazione nel 1929 insieme a tutta la Fossa Interna.

Le conferenze si svolgeranno sulla piattaforma Zoom La partecipazione è gratuita per i soci in regola con l’iscrizione 2021. Per i non soci € 12,00 ogni singolo incontro. Per iscriverti a questo webinar e ricevere il link di zoom scrivi a milano@italianostra.org

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La via di Laura Conti

a cura di Valeria Fieramonte

 

Lunedì 8 marzo 2021 

Il 31 marzo di 100 anni fa nasceva a Udine Laura Conti medico, ambientalista e donna impegnata su varie battaglie tra le quali ricordiamo in primis gli avvenimenti di Seveso e della bonifica da diossina che ne seguì. Laura, da parlamentare del Partito comunista, tra il 1960 ed il 1990 si impegnò in una intensa campagna di informazione intervenendo sulle questioni più importanti che il paese ha vissuto (dal referendum sull’aborto, alle varie campagne portate avanti dai movimenti femminili).  Inoltre importante, il suo impegno ecologista. Laura Conti non ha solo fondato, nel 1980, assieme al chimico Enzo Tiezzi e a pochi anticipatori, la ‘Lega per l’ambiente’, divenuta molti anni dopo Legambiente, ma ci ha lasciato un contributo geniale e originale oggi ancora più attuale.Aveva sempre un suo personale punto di vista che comunicava nei tanti scritti che ci ha lasciato. A 100 anni dalla sua morte la Sezione di Milano di Italia Nostra in collaborazione con il Consiglio Regionale Lombardo intende ricordarla il prossimo 8 marzo presentando il libro “La via di Laura Conti”, edito da Enciclopediadelledonnne,che su di lei ha scritto la giornalista scientifica Valeria Fieramonte. Laura Conti riposa al Cimitero Monumentale nella cripta della famiglia Casati che circa 15 anni fa donò la tomba stessa a Italia Nostra per conservare le spoglie di Laura e di altre donne che in futuro si distingueranno per il loro impegno ambientalista.

Introduce Edoardo Croci
Presidente Italia Nostra Milano

Intervista Salvatore Sutera
Consigliere Italia Nostra Milano

 

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Percorsi segreti nella Milano Sotterranea

Maria Antonietta Breda – Politecnico di Milano
Gianluca Padovan – Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano

Chi mai lo potrebbe immaginare? Eppure Milano, costruita sulla distesa di ghiaia e sabbia della pianura alluvionale, conserva nel sottosuolo decine di chilometri di ambienti tutti da scoprire. Basti solo pensare che nel 1888 si è calcolato che nel cuore cittadino, in una superficie poco più vasta dell’odierna “Area C”, correvano 156 chilometri di canali, in parte già coperti. Oltre alle opere idrauliche vi sono cripte, ambienti ad uso religioso, civile e militare, tutti ipogei. Gli Speleologi della Federazione Nazionale Cavità Artificiali saranno i vostri Virgilio nel tour in quel girone dantesco che sono i veri sotterranei della grande metropoli.

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I NAVIGLI MILANESI NELL’ARTE

Prof. Edo Bricchetti

Quella ritratta dai pittori dei navigli è una città che non c’è più. Oggi Milano è un’altra cosa. Eppure una buona parte della sua anima è ancora legata ai navigli, riproposti in più di un’occasione, quasi eticamente, come il marchio di fabbrica della città. Quel mondo che pittori, famosi e non, hanno descritto assecondando i loro più intimi pensieri. In alcuni dipinti la rappresentazione del naviglio è una vista d’insieme, in altri è solo una particolare inquadratura, un dettaglio minimo. Ne risulta un variegato mondo che rende ragione non solo della realtà, ma anche della sensibilità dell’artista di fronte alla realtà del tempo.

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Milano archeologica. Scavare nel passato per progettare il presente

prof. arch. Luisa Ferro

La musealizzazione dell’area archeologica di via Brisa e del Palazzo imperiale, il suo ampliamento come estensione di un rinnovato Museo archeologico furono affrontati con un progetto realizzato dalla Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano con la sezione di Milano di Italia Nostra negli anni antecedenti l’Expo 2015. Il progetto, ancora di grande attualità, si potrebbe inquadrare in una più vasta strategia di valorizzazione, in chiave culturale e turistica, di un percorso attraverso le vestigia di Milano capitale dell’Impero Romano: una Passeggiata archeologica di Mediolanum intesa come sistema articolato di luoghi e itinerari nel corpo della città, un grande museo en plein air, attraverso il quale verrà conferito nuovo significato ai singoli reperti, ad oggi avulsi da un’originaria e più complessa unità della quale facevano parte.

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Milano moderna e il mito di Mediolanum 
Invenzioni e trasposizioni dell’antico

prof. arch. Angelo Torricelli
A Milano i segni della città romana non sono evidenti, sia per la scarsità dei reperti archeologici a cielo aperto, sia per le difficoltà nell’identificare l’impianto di fondazione.

Tuttavia l’eredità di Mediolanum costituisce una sorta di forma nascosta o di antecedente mitico, una valenza analogica che coincide con la permanenza di un’idea di città alla quale si è riferito il progetto di architettura in diversi momenti della storia; nei quali, a Milano, l’antico è stato assunto come principio di nuova architettura.

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Quale futuro per il patrimonio dell’architettura moderna milanese?

Antonella Ranaldi – Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio Città Metropolitana Milano
Marco Prusicki – Presidente della Commissione per i Paesaggio Comune di Milano

Il consistente patrimonio dell’“architettura moderna” di Milano, parte fondamentale del suo paesaggio urbano e il cui grande valore specifico è ormai internazionalmente riconosciuto, è oggi sottoposto a una forte pressione trasformativa. Proponiamo una riflessione per individuare specifiche forme di protezione a partire da una approfondita lettura critica dei valori da salvaguardare e dalla messa a fuoco di obiettivi condivisi per la gestione degli interventi.

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Il Grande Progetto Pompei (varato nel 2015 e coordinato dal prof. Massimo Osanna) si sta rivelando sempre più come un grande laboratorio multidisciplinare di gestione della complessità. Si tratta di una occasione (oggi ancora rara) per definire il ruolo del progetto in relazione all’archeologia, nonché il ruolo del nuovo nell’antico. La tensione verso il progetto nell’archeologia implica muoversi su due fronti: quello della lettura critica dei resti archeologici e quello della nuova costruzione nell’antico. Appropriarsi del rudere è un itinerario complesso di conoscenza che ha come obiettivo un progetto coerente con gli strati, con le sequenze temporali, rendendo visibili anche gli interventi di restauro svolti in passato. Il progetto diventa quindi una sorta di racconto che fa intravvedere l’intero senza ricostruirlo, evidenziando le virtualità del rudere così come è giunto fino a noi. Si tratta di un metodo particolare, anche privilegiato, un’opportunità per interrogare i luoghi, conoscerli, cogliendone le misure, le proporzioni, il cammino, il passo, il ritmo del paesaggio, cogliendone anche le interruzioni, le incoerenze, i cambi di orientazione, i vuoti. I progetti qui presentati sono il risultato di un lavoro di ricerca multidisciplinare (ancora in corso) svolto grazie ad un Protocollo di collaborazione scientifica tra il Parco Archeologico di Pompei e il Politecnico di Milano (Responsabile e coordinatore scientifico Luisa Ferro).

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Nella seconda metà del XIX secolo, sotto la spinta della rivoluzione industriale e del conseguente incremento della popolazione le principali città europee, compresa Milano, dovettero affrontare il problema di regolare in sicurezza lo sviluppo urbano, risolvendo i problemi igienico sanitari già critici nelle città preesistenti spesso afflitte da gravi epidemie.

Uno dei principali provvedimenti universalmente utilizzati fu la realizzazione di moderne reti di acquedotto e fognatura.
I due sistemi, concepiti dopo lunghi e approfonditi studi per adeguarli alle caratteristiche peculiari del territorio milanese, si svilupparono sulla base di pianificazioni contestuali all’estensione della città perfezionandosi ed evolvendosi per rispondere alle nuove esigenze del contesto urbano e ambientale, tanto da rappresentare ancora oggi un modello di funzionalità ed efficienza apprezzato a livello internazionale.

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